Corpo, storia e amore

Corpo, storia e amore

Il nostro corpo fisico è frutto di una lunga storia d’amore che racconta di infinite generazioni: di quella Storia noi siamo il frutto.

Abbiamo l’infinito dentro.

Raramente da bambini ci viene insegnato a dialogare con lui, lo trattiamo come fosse un semplice involucro, dimenticando che ci appartiene e che ci è necessario in questa vita e in questa dimensione.

Quando ci accorgiamo di avere un corpo e iniziamo a volerci RIconoscere possiamo sentirci come un fiume in piena, in contatto con il desiderio profondo di esplorare tutto ciò che di noi non avevamo mai considerato.

Possiamo contattarlo con un massaggio, con una meditazione, con un lavoro di costellazioni, con le regressioni, con l’ascolto profondo, col canto degli organi, con la pittura, col coaching, con lo yoga, con tante altre proposte e discipline … C’è l’imbarazzo della scelta.

Accorgerci di noi è un momento memorabile e ognuno di noi avrà la sua modalità ideale.

Nulla sul nostro corpo è solo ciò che sembra: racchiude tutti i nostri segreti e tutto ciò che non abbiamo espresso. Ci parla di noi, del nostro passato, del nostro presente e del nostro futuro.
Un braccio non è soltanto un braccio, ci parla del cuore…
una mano è molto più di una mano…ci racconta del nostro dare e ricevere amore.

L’ologramma racchiuso in un corpo è un tesoro prezioso, che attende di essere scoperto e amato con tutto il cuore dal suo portatore 😍💕

SaraMaite

Contattami per sessioni individuali o di gruppo al 3931159019 con messaggio, ti ricontatto!

http://www.saramaitegirardi.com

(immagine da Clay, Pounds, “Fondamenti clinici della massoterapia”.

Come il vento tra gli alberi

Come il vento tra gli alberi

Osservo che spesso si tende a decidere – forse per semplificazione (?) – che tutto ciò che ancora non è studiato o spiegato non esista.
Nell’età della ragione questo atteggiamento è a mio avviso molto poco razionale.

Questo atteggiamento è frequentemente rivolto ad esempio, alle nostre criticità personali, con una certa ripercussione sui rapporti umani e sulla qualità della vita personale a 360 gradi.

Ciò che di noi non capiamo e che in qualche modo esperiamo come automatismo ci domina, non è che “non esiste”.

Esiste e crea distorsioni continue, più o meno ampie.

Come ce ne accorgiamo?
Esattamente come quando ci accorgiamo del vento: muove e sposta foglie, abiti, rinfresca il viso o ci sferza con violenza, anche se non si vede.

Così accade con ciò che di noi non vediamo o non vogliamo vedere: ne osserviamo gli effetti intorno a noi.

Serve coraggio e molto, molto amore.

❤

Sara

Professionista con partita iva ex legge 4/2013

Contattami per una seduta on line al 3931159019
(in periodo covid e anche se abiti lontano)
o per organizzare team work e seminari

Credits immagine: “dreamstime”

Il Senso della Vita in tempi “impegnativi”

Il Senso della Vita in tempi “impegnativi”

Siamo arrivati alla fine del 2020: ancora non si vede la fine della crisi causata dalla gravosa gestione sistemica dell’affare Covid-19.

Molte persone sono in sofferenza.
Questa crisi amplia la forbice tra presenza e assenza di coscienza come da un secolo non accadeva. Costringe a maturare e a creare, a diventare forti di noi stessi e in noi stessi, e a dare valore a chi ci sta accanto da tanto tempo e forse prima davamo per scontato.

“Corona” per chi mastica un po’ di simbolismo, non è un nome casuale: il demone di Sahasrara/Keter è l’attaccamento, il voler avere tutto sotto controllo. Ebbene, abbiamo un ottimo esercizio in corso ragazzi e ragazze!
Cosa vogliamo imparare da tutto questo?
Come possiamo utilizzare questo momento veramente impegnativo per creare qualcosa di utile per noi e per gli altri?

Per rispondere ai miei quesiti, amo riportare questo pezzo meraviglioso di Viktor Frankl, padre della Logoterapia, uno degli uomini più indicati al mondo per parlarci del senso della vita, visti i trascorsi drammatici suoi e della sua famiglia nei campi di concentramento ai tempi della seconda guerra mondiale.

“L’importante non era ciò che ci aspettavamo
ma ciò che alla vita apportavamo.
Anziché domandarci se la vita avesse un senso
dovevamo immaginare di essere noi
a dare un senso alla vita, ogni giorno,
ogni ora”.
Viktor Frankl

Grazie per aver visitato le mie pagine ❤

Sara

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Il Tutto

Il Tutto

Tutto ciò che esiste è in me.

Esiste così come è, com’è stato e come sarà. Poiché io esisto, esiste in me, con tutto ciò che causa, senza distinzioni fra bene e male e fra meglio e peggio.

La domanda è: “Come mai talvolta mi sento inferiore di fronte agli altri e alle cose? Perché cerco di essere o di diventare migliore di essi? Perché mi ammalo invece di essere sano? Perché tento di liberarmi di qualcosa o di sfuggire a qualcosa? Posso, essendo unito a tutti in egual misura e un tutt’uno con loro, essere superiore o inferiore a loro, nonostante il punto d’arrivo sia sempre lo stesso?”

L’altra domanda è: “come posso tornare al tutto?”

Ci riusciamo con il corpo.

Recentemente ho sperimentato su me stesso che ciascuno dei miei denti dá voce a una persona a sé, una persona che sono stato e che continua a essere. Si fa ricordare in base a come si manifesta. Pretende di essere accettata come mia pari, comunque sia stata e continui a essere. Inoltre la incontro continuamente nelle altre persone, ben disposta o mal disposta nei miei confronti e io nei suoi.

La domanda è: “dove vuole arrivare questa persona? A quale persona mi voglio e mi devo rivolgere per diventare finalmente tutto?”

Devo rivolgermi a coloro che si sono separati da me e da cui mi sono separato, consapevolmente o inconsapevolmente, dal momento che già da tempo si sono sottratti alla mia attenzione e io alla loro, ma non all’attenzione del mio corpo e dei suoi sintomi.

Si manifestano irresistibilmente attraverso il mio corpo e i suoi sintomi.
Per questo prego i miei sintomi fisici, soprattutto quelli che mi accompagnano già da tempo:
“Vi prego mostratemi a chi si rivolge il vostro sguardo. Chi attende da tempo che anch’io lo guardi negli occhi, lo ritrovi e lo ami?”.

Tutto d’un tratto si manifestano innumerevoli persone, tutte vicinissime.
“Perché nel frattempo sono rimasto separato da loro, anche se sono una parte di me? Dov’erano? Ero solo una piccola parte di esse, presuntuoso e vuoto?”.

Sento le lacrime agli occhi. Lentamente avanzo a tentoni verso di esse, comunque siano state e continuino a essere in me. Pian piano le percepisco e sento che mi sfiorano, tutte loro. Ognuna di esse, comunque sia stata e, con esse, tutto di esse permeato e un tutt’uno con ognuna di loro.

Solo ora sento di vivere pienamente, un tutt’uno senza distinzione con qualcosa di essenziale.
Un tutt’uno completo e umile: un tutt’uno con amore.

(Verso nuovi spazi, B. Hellinger, 2013)

Amo questo pezzo, parla di tutti noi, indistintamente. Come Uno. Amore puro.

Sara

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Amare perfettamente

Amare perfettamente

Rileggo appunti su discorsi e scritti di Bert Hellinger e stasera mi imbatto in un post-it vecchio di qualche anno.

Amare perfettamente:

1. Volgi il tuo sguardo all’interno, mostrando a te stesso che ciò che non ti piace nel mondo alberga – in realtà – dentro di te.

2. Scavalcare tutti i meccanismi che dentro di te, nascondono ciò che non ami di te stess*

3. Restare al cospetto di quel certo aspetto che non ti piace di te senza più evitarlo, sino al giorno in cui sarà visto, integrato e amato.

Sara

Per consulenze: messaggiami al 3931159019

saramaitegirardi@gmail.com

http://www.facebook.com/sara.girardi.1970