Colpa colpa colpa… Ma di chi? Ma de che?

Colpa colpa colpa… Ma di chi?  Ma de che?

Non sono gli altri a toglierci la felicità, l’entusiasmo o la serenità (e chi più ne ha più ne metta), siamo prima di tutto noi a lasciare che questo accada.
Solo in casi veramente gravi accade, e se siamo preparati, resta una situazione gestibile, con i dovuti tempi.

È come noi decidiamo di gestire gli eventi, che fa la differenza.

Se è sempre colpa degli altri forse è perché noi non sappiamo trovare soluzioni adatte alla situazione da cui ci stiamo lasciando fagocitare.

Perché?
Ad esempio perchè siamo attaccati agli atteggiamenti e alle convinzioni apprese da qualcun altro,
tipo la famigerata bisnonna Abelarda sempre incazzata con tutti
… o il prozio Giangiulio che si lamentava giorno e notte della pesantezza della vita.

Finché invertiamo la responsabilità delle nostre emozioni e la imputiamo all’atteggiamento altrui, sarà sempre comodo crogiolarci nel lamento e mantenere alto il livello di sforzo ed entrare in distress.

*Nella foto: io che ieri cercavo la pace e il silenzio per poter studiare all’aperto e laggggente mi si siedeva accanto a frotte a far casino. #leggedimurphy
Soluzione personalizzata e per me sostenibile: auricolari con musica a palla, respiro e… Poi con calma, rido.
Obiettivo raggiunto, con o senza gente intorno.
Soddisfatta.

L’autocoaching in questi momenti è provvidenziale. Se “in auto” non sei capace, chiamami/scrivimi, che ti seguo volentieri.

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Nazca

Nazca

La visione dall’alto unita al wu wei, “l’affidarsi al flusso della vita”,
è un buon modo a mio avviso per sentirci un po’ più leggeri e un filino meno onnipotenti, abbassando i livelli di tensione e sofferenza.
Poiché sin da piccoli ci viene insegnato il controllo di ogni cosa – onnipotenza – ma non la capacità di consapevolizzare le situazioni e di ascoltare il nostro sentire più profondo.

Si passa un sacco di tempo a guardare a ciò che non si ha più e a ciò che è andato, cercando di riportarlo in vita.
Penso personalmente che la cosa più utile sia passare il giusto tempo a guardare bene dall’alto ciò che ci si sta lasciando alle spalle, per ringraziare ciò che è stato e per esser pronti a un nuovo disegno di vita.

In ogni ambito.
Nessuno escluso.

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Aspettative e progetti di vita

Aspettative e progetti di vita

“Aspettarsi” qualcosa da una situazione o da una persona ha più di una valenza.

Prima di tutto trovo che significhi “vivere un’idea”
e quando si tratta di un progetto di vita, di relazione, di qualunque genere esso sia, quell’idea diventa un obiettivo, dunque quell’aspettativa si pone come estremamente utile per il concretizzarsi del progetto stesso.

Quando quell’idea si converte in mancata visione della realtà, la musica cambia.
Vivere un’idea a volte diventa paragonabile al vivere in una bolla di sapone tutta nostra proiettata sull’esterno.

Capita spesso che non si vedano le situazioni (lavorative, relazionali … ) per quello che sono o che si parta in direzione della conoscenza di una persona guardandola per ciò che non è, ma per ciò che vorremmo che fosse.

Poi decidiamo a un certo punto che tutto è cambiato, ci svegliamo all’improvviso perchè il comportamento atteso è differente dal comportamento reale.

Forse non era mai stata conosciuta e vista veramente quella persona o quella situazione, semplicemente.
Avevamo solo bisogno di vedere ciò che ci serviva, illuderci, trascurando la realtà.

Nessun mostro, nessun cambiamento… solo una bolla di sapone creata da noi.

Ogni tanto accade.
Quante volte? Il nostro livello di presenza fa la differenza. La conoscenza di noi stessi e di come funzioniamo.

Che altro?

La luna piena a Pula (CA)
Maestra illusionista.

Love your Life

Sara ♥️

In viaggio verso di te

In viaggio verso di te

Ciò che “desideriamo profondamente” in connessione animica, arriva quando siamo in grado realmente di sostenerlo.
La gestazione si compie.

Una relazione, un successo lavorativo, un passaggio fondamentale, un trasferimento… tutto…
Tutto si muove in relazione alla nostra connessione più profonda con l’anima. La nostra essenza ci abita da sempre e spinge per farci muovere verso ciò per cui ci siamo manifestati in questa vita.

La pesantezza del cappottino della personalità non è più adatta per sostenerci nell’ascolto profondo e nel vivere allineati a noi stessi, poiché è frutto di una deviazione di rotta avvenuta in un momento primario della nostra esistenza. Quella deviazione da bambini ha avuto un senso. Ora ha cessato di averlo.
Se amiamo oggi finalmente anche quel cappotto che sino a ora ci ha protetti ma anche condizionati, allora avremo un’opportunità in più di andare verso noi stessi e la nostra vera missione.

Potremo dismettere quel cappotto una volta osservato e ringraziato, lasciandocelo alle spalle.

La vita sostenuta dai nostri talenti ci aspetta esattamente nel momento in cui decidiamo di prenderci la responsabilità di dar loro forza e amore.
Servono impegno e dedizione per generare la spinta di nascita della nostra vera manifestazione, dormire aspettando che arrivi il regalo dal cielo non aiuterà.

#moveyourassbaby

Vola!!!

Sara

Cellulare… specchio delle mie brame

Cellulare… specchio delle mie brame

Fastidio.
In coppia. Con gli amici.
Al lavoro… In famiglia.
E quando accade davanti ai figli piccoli, piccolissimi!!! che poi procedono ad apprendere osservando i genitori… (è un metodo di apprendimento passivo efficacissimo nell’infanzia, nel bene e nel male)… si perpetuano queste tristezze.

Chi rappresenta quel telefono?
Quale parte di noi?

Buona giornata ♥️ Sara

Grazie al mio contatto FB che ha pubblicato questa foto, non ne conosco le origini reali. Non ricordo più da dove l’ho presa ma mi ha dato uno spunto molto ricco. Per rimozione in seguito a rivendica di diritto di proprietà contattare l’admin.

Grazie 🙏

Chiudo col passato con amore e…

Chiudo col passato con amore e…

Mi apro al nuovo intorno a me.

“Ogni tramonto in natura vede sorgere un’alba”.

Il lavoro di gruppo on line di ieri sera ha visto intrecciarsi il lasciar andare le relazioni concluse.
Prendere coscienza di ciò che di noi in questo modo si trasforma e ci si porta alle spalle.
Accogliere e rendere pace e amore a noi stessi. Prenderci le nostre responsabilità e imparare a staccare veramente il cordone.

Solitudine, tristezza, rabbia per qualcosa di non detto o di non fatto o per ciò che sarebbe potuto accadere…

È andata così. È ciò che è.

La porta semichiusa rispetto a un ciclo che si è esaurito toglie energia alla nostra vita. Prendo il mio tempo per vedere e … Chiudo.
Solo così ci potrà essere rinascita.

Qualunque tipo di fastidio…di “ma”, “però”, appartiene a pezzi non metabolizzati di noi e a specchi già vissuti.

Osservo, vedo, mi accorgo, ringrazio.

Vivo.

SaraMaite ♥️

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SaraMaite

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