“The day after” – Considerazioni

“The day after” – Considerazioni

Procreare sì o no.
Progetti e divieti.
Buoni e cattivi.
Permessi accordati.
Vittime e carnefici.
Dimenticare e non dimenticare.
Vuoto e pieno.
Escludere e includere.
Appartenenza e libertà.
Coerenza.
Lo spazio è condiviso ed infinito.
I confini sono illusori.
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Quando prendiamo una decisione che “ci appare” essere “differente” rispetto al nostro vissuto familiare e di sistema, siamo comunque nell’appartenenza a quel nucleo.
Volenti o nolenti.
Noi e loro.
Siamo uno. E nessuno.
Nessuna separazione,
la separazione è illusione.
Anche quando ci rifiutano.
Siamo diluiti e connessi l’uno nell’altro.

Il sentirci pecora nera,
il sentirci differenti, non ci farà diventare né migliori né peggiori.
Semplicemente saremo nella manifestazione di un aspetto in movimento di noi stessi.

Se ci piace tanto il bollino del diverso, ancora una volta, siamo nell’illusione.
Io sono migliore/peggiore di voi. Seh.
Se facciamo qualcosa perché vogliamo che gli altri ci vedano o si sveglino, o per salvarli…
è un “Guardami!”

Nessuno salva nessuno, nessuno sveglia nessuno.
Nessuno. Tutti.
Spazio.

Mi muovo per me e al servizio della vita.
Dichiaro il mio intento.
Ne accetto le conseguenze, con presenza.

Non c’è spazio per l’esclusione in questo modo.
C’è spazio per il movimento e per il cambiamento.
Esistono pura accoglienza e stato di flow.

Nulla e nessuno può essere eliminato. Nonostante sovverta schemi e combini disastri.
Quando elimini, anche uccidendo… (in realtà, credi di eliminare), rinforzi il legame e crei un vuoto, che il sistema riempirà in qualche modo nel tempo, con le sue infinite modalità creative.
Anche uccidendo.

Per “passare oltre” serve contatto, strappare senza presenza non funziona. Ricrea la situazione, la riporta a nuovo e la rinforza.

È una legge di sistema,
la possiamo leggere in qualunque ambito della vita di ogni giorno.
Un sistema eterno di vasi comunicanti.

Il “sistema di origine” in realtà si nutre da sempre – storicamente parlando – di movimenti anomali rispetto alla “buona coscienza” e al “buon comportamento” familiare.
Si è nutrito di questo doppio binario dalla nascita della vita.
Così nascono nuove soluzioni e nuove iniziative e al contempo il sistema di base si autoalimenta.
L’innovatore è escluso solo apparentemente, in realtà è nello spazio esattamente come il resto del sistema e lavora per il sistema.
E viceversa.

Quando un nostro comportamento non piace apparentemente ai membri del sistema di origine, in realtà non piace perché porta con sé il ricordo di qualcosa di già visto e che rappresenta idealmente una minaccia.
La paura si innesca e fa scattare la reazione di chiusura.
Anche quando i membri del sistema ci escludono, sono in una dimensione egoica che viene richiamata dalla paura.
Ogni volta che il sistema teme per la sopravvivenza, tende alla chiusura.
E i membri del sistema si sentono legittimati quanto noi a difendere il loro punto di vista. Lasciamoglielo.

Paura VS Amore

Come se ne esce? Non se ne esce.
Si resta. Senza paura.

Se amiamo noi stessi e ci accogliamo per le nostre scelte, siamo inclusi.
A prescindere.
Se amiamo chi ci esclude anziché combattere, siamo inclusi, ancora una volta. Anche se non li vedremo mai più perché non ci si comprende sul piano della ragione.

L’esclusione non è un atto unilaterale, le volontà in gioco sono sempre due e una richiama l’altra.
Quando una delle parti molla l’elastico, il movimento prende una direzione differente.

La materia abbandonandosi fornisce sostanza alla forma. La forma muovendosi dà un ordine alla materia.
Al servizio della vita, sempre.

Come diceva Hellinger: “tutto è perfetto così com’è”.

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Immagine: Frida Kahlo, Amoroso Abrazo

Cellulare… specchio delle mie brame

Cellulare… specchio delle mie brame

Fastidio.
In coppia. Con gli amici.
Al lavoro… In famiglia.
E quando accade davanti ai figli piccoli, piccolissimi!!! che poi procedono ad apprendere osservando i genitori… (è un metodo di apprendimento passivo efficacissimo nell’infanzia, nel bene e nel male)… si perpetuano queste tristezze.

Chi rappresenta quel telefono?
Quale parte di noi?

Buona giornata ♥️ Sara

Grazie al mio contatto FB che ha pubblicato questa foto, non ne conosco le origini reali. Non ricordo più da dove l’ho presa ma mi ha dato uno spunto molto ricco. Per rimozione in seguito a rivendica di diritto di proprietà contattare l’admin.

Grazie 🙏

Corpo, storia e amore

Corpo, storia e amore

Il nostro corpo fisico è frutto di una lunga storia d’amore che racconta di infinite generazioni: di quella Storia noi siamo il frutto.

Abbiamo l’infinito dentro.

Raramente da bambini ci viene insegnato a dialogare con lui, lo trattiamo come fosse un semplice involucro, dimenticando che ci appartiene e che ci è necessario in questa vita e in questa dimensione.

Quando ci accorgiamo di avere un corpo e iniziamo a volerci RIconoscere possiamo sentirci come un fiume in piena, in contatto con il desiderio profondo di esplorare tutto ciò che di noi non avevamo mai considerato.

Possiamo contattarlo con un massaggio, con una meditazione, con un lavoro di costellazioni, con le regressioni, con l’ascolto profondo, col canto degli organi, con la pittura, col coaching, con lo yoga, con tante altre proposte e discipline … C’è l’imbarazzo della scelta.

Accorgerci di noi è un momento memorabile e ognuno di noi avrà la sua modalità ideale.

Nulla sul nostro corpo è solo ciò che sembra: racchiude tutti i nostri segreti e tutto ciò che non abbiamo espresso. Ci parla di noi, del nostro passato, del nostro presente e del nostro futuro.
Un braccio non è soltanto un braccio, ci parla del cuore…
una mano è molto più di una mano…ci racconta del nostro dare e ricevere amore.

L’ologramma racchiuso in un corpo è un tesoro prezioso, che attende di essere scoperto e amato con tutto il cuore dal suo portatore 😍💕

SaraMaite

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(immagine da Clay, Pounds, “Fondamenti clinici della massoterapia”.